Realizzato da ARCI Associazione con il supporto di UNHCR - The UN Refugees Agency

Email: numeroverderifugiati@arci.it

N. Verde per richiedenti asilo e rifugiati: 800 905 570

FAQ

Homepage > FAQ

Clicca su una categoria per leggere le FAQ

Il rilascio del “nulla osta al matrimonio” per i rifugiati riconosciuti ai sensi della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 domiciliati o residenti in Italia è di competenza dell’UNHCR - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
Tale competenza si basava inizialmente su accordi verbali con gli uffici competenti di alcuni Enti locali ed è diventata con il passare degli anni una prassi consolidata che ha trovato conferma formale nel Telespresso inviato in data 9 aprile 1974 dal Ministero di Grazia e Giustizia (DG Affari Civili e Libere Professioni) al Ministero degli Esteri (DG Emigrazione e Affari Sociali, Ufficio VIII) di cui, il nostro ufficio ricevette copia.
In tale telespresso, che reca come oggetto "Dichiarazione sostitutiva del nulla osta per stranieri art.
116 CC rilasciata dall'Alto Commissariato per i Rifugiati - Ufficio di Roma" riferendosi all'art. 25 della
suddetta Convenzione, conclude che "accertata la legittimazione, ai sensi dell'ordinamento
internazionale, dell'Alto Commissariato per i rifugiati a rilasciare la dichiarazione de qua. La stessa può essere ritenuta quale atto sostitutivo del nulla osta previsto dall'art. 116 del Codice Civile"
Ciò premesso, si ritiene che il rilascio del nulla osta da parte dell'UNHCR debba essere considerata una delle possibili modalità che consenta al rifugiato di contrarre matrimonio in mancanza del nulla osta rilasciato dalle autorità del suo Paese, e che è prerogativa delle stesse autorità italiane stabilire diverse o ulteriori procedure sempre in conformità con quanto previsto dall'articolo 25 della Convenzione di Ginevra del 1951.

I rifugiati possono chiedere il rilascio del nulla osta al matrimonio all’ufficio UNHCR sito in Via
Caroncini,19 00197 Roma esibendo la seguente documentazione:
a) Atto notorio rilasciato da un Tribunale/dal Comune/dal notaio alla presenza di due testimoni
b) Decisione di riconoscimento dello status di rifugiato;
c) Permesso di soggiorno in corso di validità;
d) Copia di un documento valido del futuro coniuge.

Se vi sono problemi nel reperire tale documentazione o se si desiderano ulteriori chiarimenti in merito
si può contattare l’ufficio tramite email itaro@unhcr.org o telefonicamente allo 06.80.21.21.21.
I rifugiati che non vivono a Roma possono espletare la pratica per ottenere il nulla osta al matrimonio
tramite posta inviando copie dei documenti b) c) d) e l’originale del documento a) via posta precisando il proprio numero di telefono e l’indirizzo dove ricevere indietro il documento a) e il nulla osta rilasciato dal nostro ufficio.

La pratica è gratuita.

Chi non può ottenere il nulla osta dal nostro ufficio – in quanto non riconosciuto rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951 e, non si può comunque rivolgere alle autorità del proprio Paese, dovrà richiedere all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza o dove vuole contrarre
matrimonio la pubblicazione spiegando i motivi per i quali non può presentare la documentazione
richiesta. Se l’Ufficiale di Stato Civile rifiuterà in forma scritta la possibilità di poter procedere, sulla
base di questo documento, l’interessato potrà fare ricorso all’autorità giudiziaria chiedendo che sia il
Tribunale ad accertare che non sussistano impedimenti al matrimonio e quindi ad ordinare all’Ufficiale di Stato Civile di dare luogo comunque alle pubblicazioni. La presentazione del ricorso deve essere effettuata con l’ausilio di un avvocato.

Se si desiderano ulteriori chiarimenti in merito si può contattare l’ufficio dell'Unhcr tramite email
itaro@unhcr.org o telefonicamente allo 06.80.21.21.21.

I contenuti delle risposte sono a cura di Arci e Rete della Conoscenza - www.retedellaconoscenza.it

- Come si accede alla scuola se sono minorenne e sono studente migrante?

I minori hanno diritto ad accedere alla scuola dell’obbligo anche in assenza del permesso di soggiorno e hanno dunque diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità del loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.

Quali problemi possono derivare dalla mia condizione di migrante rispetto alla regolarità o meno del mio permesso di soggiorno?

La possibilità di iscriversi a scuola non dipende in nessun caso dalla regolarità del soggiorno dello studente migrante, il quale può iscriversi in qualsiasi momento dell’anno. Ciononostante, esistono alcune limitazioni per quanto riguarda la partecipazione dello studente all’ attività didattica fuori Italia (es. gite all’estero).

- E rispetto ai miei genitori?

Se i genitori sono regolarmente soggiornanti non dovrebbero esserci conseguenze negative. Se invece i genitori non sono regolarmente soggiornanti e rischiano quindi un provvedimento di espulsione, c’è la possibilità che l’intero nucleo familiare - incluso il minore - venga allontanato dal paese. Il minore in questa situazione segue la condizione giuridica dei genitori.

- Quali sono i passaggi burocratici che io devo fare per iscrivermi a scuola?

I minori soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti, a cura dei genitori o di chi ne esercita la tutela, direttamente agli istituti comprensivi/scolastici e alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto di una serie di elementi (ordinamento degli studi del Paese di provenienza, accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell'alunno, corso di studi eventualmente seguito nel Paese di provenienza, titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno).
Saranno gli istituti stessi a fornire la modulistica e il c/c per il pagamento dell’assicurazione).

Il testo è a cura di Arci e Rete della Conoscenza - www.retedellaconoscenza.it

Portando un certificato scolastico dal paese di origine. Molti minori stranieri giungono in Italia dopo aver svolto percorsi di studio più o meno regolari nel Paese d’origine.

Il minore cittadino straniero che intenda iscriversi ad istituti secondari
di II grado deve dimostrare, attraverso idonea attestazione, riconoscibile ai fini della prosecuzione negli studi, di avere raggiunto un livello di scolarità pari alla licenza di scuola media (sempre premesso che l’ordinamento scolastico straniero preveda almeno otto anni di scuola dell’obbligo) oppure superiore (con la possibilità di essere inserito in una classe successiva alla prima).

Gli stranieri maggiorenni che emigrano spesso hanno svolto una carriera scolastica che li ha portati, sempre nella loro terra d’origine, a conseguire livelli di preparazione paragonabili al diploma di maturità o alla laurea. È bene distinguere l’accertamento della carriera scolastica pregressa nel Paese d’origine dal riconoscimento vero e proprio dei titoli di studio conseguiti all’estero; mentre il primo atto serve ai fini di una corretta iscrizione del minore nelle corrispondenti classi della scuola italiana e per consentire la prosecuzione negli studi, il secondo vale a riconoscere a tutti gli effetti giuridici titoli di studio stranieri.

E se lo studente viene inserito in un anno non corrispondente al suo, che cosa può fare?

La legge prevede l’inserimento nella stessa classe corrispondente all'età anagrafica. Tuttavia, la decisione è diversa per ogni singolo caso e a discrezione del collegio dei docenti, che terrà conto:
- dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno, che può determinare l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all’età anagrafica;
- dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno;
- del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza;
- del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno.

La scuola ha nei confronti dello studente migrante gli obblighi che ha nei confronti di tutti gli alunni, in più, secondo le risorse a disposizione dell’istituto scolastico o del comune, la scuola si impegna a:
- garantire un pacchetto di ore di mediazione culturale;
- fornire sostegno per l’apprendimento della lingua italiana;
- mettere a disposizione un insegnante di sostegno (se esistono le condizioni).

Per stranieri regolarmente soggiornanti: l’iscrizione si fa presso la segreteria dell’università. Ai fini dell’iscrizione, lo studente straniero (se ha concluso gli studi superiori in un altro paese) deve produrre, a) il titolo di studio tradotto e legalizzato dal consolato/ambasciata italiano nel paese dove lo studente si è diplomato (quando è previsto dagli accordi tra Paesi); b) dichiarazione di valore rilasciata sempre dal consolato/ambasciata italiana nel paese dove è stato conseguito il titolo.

Se lo studente è all’estero deve presentare la pre-iscrizione indirizzata all’università scelta, tramite la rappresentanza diplomatica italiana nel paese dove risiede l’interessato. Solo ad accettazione della domanda, il consolato/ambasciata rilasciano il visto per studio se sussistano le condizioni.

Gli studenti irregolarmente soggiornanti non hanno accesso all’istruzione universitaria.

Quali spese devono essere affrontate da parte dello studente?

I soggiornanti pagano la tassa universitaria determinata in base all’ ISEE + assicurazione sanitaria se il permesso di soggiorno è per studio. Chi arriva dall’estero per motivi di studio, deve avere un’assicurazione sanitaria, pagare le tasse e avere la capacità economica per sostenere le spese previste.

I titoli accademici di studio stranieri non hanno valore legale in Italia. Pertanto - qualora debbano essere utilizzati nel nostro paese in vari ambiti - è necessario chiederne il riconoscimento. Esso comporta un diverso percorso a seconda che il riconoscimento sia destinato a conferire valore legale al titolo attraverso il riconoscimento accademico o sia destinato a permettere di ottenere l’accesso ai pubblici concorsi o benefici specifici.
http://www.miur.gov.it/web/guest/titoli-accademici-esteri
Il Sistema Europeo per l’Accumulazione e ed il Trasferimento dei Crediti (ECTS), nel sistema universitario italiano "i crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell'esame o di altra forma di verifica del profitto" (art. 5/4). Per quanto riguarda il trasferimento dei crediti, la normativa italiana - in analogia ai principi europei - chiarisce "che il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti dallo studente ai fini della prosecuzione degli studi compete alla struttura didattica che accoglie lo studente, con procedure e criteri predeterminati stabiliti nel Regolamento Didattico di Ateneo" (art. 5/5). Nell'art. 5/7 dello stesso DM 270/04 Consolidating Higher Education Experience of Reform: norms, networks and good practice in Italy (CHEER), progetto realizzato con il supporto del programma Erasmus+ dell'UE www.bolognaprocess.it esiste anche un esplicito riferimento alla possibilità di riconoscere come CFU anche conoscenze ed abilità in ambiti professionali o formativi extra-universitari .
http://www.cimea.it/it/servizi/procedure-di-riconoscimento-dei-titoli/procedure-di-riconoscimento-dei-titoli-overview.aspx

La domanda d’iscrizione alla scuola pubblica da parte dei minori stranieri va accompagnata dagli stessi documenti richiesti ai cittadini italiani. Anche per i minori stranieri è possibile ricorrere allo strumento dell’autocertificazione.
Inoltre vengono richiesti alcuni documenti particolari:
- certificato di nascita
- permesso di soggiorno in Italia dei genitori e dei minori (i minori sprovvisti di permesso di soggiorno sono iscritti con riserva; essi, tuttavia, proseguono regolarmente negli studi e conseguono validamente il titolo di studio, anche qualora gli accertamenti messi in atto dall’Amministrazione non diano alcun esito)
- certificato di vaccinazione
(la scuola può accettare autocertificazioni solo per fatti e condizioni che l’Amministrazione può accertare, ma allo stesso tempo l’assenza di validi documenti non può comunque impedire l’iscrizione, come affermato al art. 45 del DPR n.394/99; il Ministero della Sanità con la circolare n.8 del 23/3/93 ha impartito disposizioni alle competenti A.S.L. per attivare le procedure tecnico-sanitarie necessarie in assenza di valida documentazione)
- certificazione attestante la scolarità pregressa, tradotta e convalidata dal Consolato italiano presso il Paese d’origine.

Gli enti regionali per il diritto allo studio, fatta eccezione per alcune regioni, prevedono requisiti comparabili a quelli richiesti agli studenti italiani e comunitari. Ogni studente troverà l’elenco della documentazione richiesta sulle piattaforme apposite.

Le Borse di studio sono offerte per svolgere programmi di studio, Formazione e/o ricerca presso Istituzioni Italiane statali o legalmente riconosciute il cui elenco è disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca (MIUR): http://www.istruzione.it/web/universita/.
Ci sono anche borse di studio offerte per svolgere programmi di studio previste da progetti Speciali:

http://www.esteri.it/mae/it/ministero/servizi/stranieri/opportunita/borsestudio_stranieri.html

Le domande di mensa e alloggio vengono presentate agli Enti regionali per il diritto allo studio universitario contestualmente alla richiesta di borsa di studio. Lo studente idoneo, anche se non beneficiario, potrà usufruire del servizio mensa al pari di uno studente beneficiario.
Come riportato sopra, pertanto, gli studenti stranieri saranno tenuti, fatta eccezione per i regolamenti di alcune regioni, a presentare la documentazione richiesta agli studenti italiani.

L’esonero dalla tassazione universitaria, così come borse di studio e benefici (mensa e alloggio), dipende dall’Ente regionale per il diritto allo studio universitario e, pertanto, le modalità sono consultabili sul sito di riferimento dell’ente e, in linea di massima, sono le stesse per studenti italiani e stranieri.

Il sistema universitario riconosce solo i percorsi di studio conclusi. Per i titoli professionali e la laurea, oltre ai documenti di cui sopra, bisogna presentare il programma di tutti gli anni e le votazioni conseguite (se sono in lingua UE, non devono essere tradotti e vanno consegnati direttamente alla facoltà competente per il riconoscimento del titolo).

A chi si deve rivolgere lo studente straniero?

All’università per la laurea, al ministero competente per i titoli professionali e all’ex provveditorato provinciale per chiedere l'equipollenza del diploma (in quest'ultimo caso serve la cittadinanza UE).

Esistono degli accordi con tutti i Paesi oppure alcuni sono esclusi da queste procedure? Se sì, quali?

L'Italia ha stipulato con alcuni Paesi degli accordi bilaterali o multilaterali per il riconoscimento dei titoli di studio.
http://www.esteri.it/mae/it/politica_estera/cultura/universita/riconoscimento_titoli_studio/accordi_studio.html